Padre Dante Vittorio Forno
Porto Alegre (Brasile) – Reggio Calabria
2 giugno 1916 – 15 dicembre 1975
Vittorio Dante Forno nacque a Porto Alegre nel 1916 da genitori siciliani. Nel 1924 si trasferì in Sicilia con la madre, che lo iscrisse al collegio salesiano di Pedara (CT). Lì maturò i primi segni della vocazione, continuando poi il cammino formativo a San Gregorio (CT), dove completò gli studi teologici.
Educatore
Formatore appassionato delle giovani generazioni.
Sacerdote
Ordinato nel 1940, animato da fede limpida e radicale.
Carità concreta
Ha accolto e salvato migliaia di giovani in difficoltà.
Ordinato Sacerdote il 9 giugno 1940, fu docente a San Gregorio e a Pedara, ma soprattutto un grande animatore di oratori giovanili.
Dopo la guerra diede vita alla S.P.I.G.A. (Soccorsi per i Giovani Abbandonati), impegnandosi a salvare migliaia di ragazzi dalla miseria morale e materiale: assicurò loro un rifugio, un pasto, vestiti, istruzione e protezione. Gli “Sciuscià” catanesi furono oltre 3.000.
Operò poi a Palermo, su incarico del Card. Ruffini, distinguendosi per energia, entusiasmo e dirittura morale. Successivamente si trasferì a Messina come docente nello studentato teologico “San Tommaso” e poi nella parrocchia di S. Matteo.
In quegli anni maturò un forte desiderio di donazione totale a Cristo, nella partecipazione al sacrificio redentore, seguendo la spiritualità della Vergine Corredentrice.
Nel 1958 uscì dalla Congregazione Salesiana e venne accolto da S.E. Mons. Giovanni Ferro, Arcivescovo di Reggio Calabria, che nel 1963 approvò ufficialmente il nascente istituto delle Figlie di Maria Corredentrice.
A Reggio Calabria svolse numerosi incarichi: Assistente di Azione Cattolica, Cappellano, Vicario Cooperatore, docente, direttore di movimenti laicali e missionari, insegnante di Religione nelle scuole statali fino alla definitiva incardinazione nel clero diocesano.
La sua passione sacerdotale si espresse soprattutto nella cura dell’opera che Dio gli affidò: le Figlie di Maria Corredentrice, alle quali donò un ideale di vita modellato sulla Vergine.
La sua salute, già provata, cedette alla malattia. Il 15 dicembre 1975 si spense a Reggio Calabria. Le sue ultime parole riassumono tutta la sua esistenza:
“Sì, sono nella gioia. Vale la pena vivere un’intera vita per arrivare a quest’istante che illumina tutta l’esistenza.”